Italia – Agricoltura - 1

Secondo i dati del 1998, l'estensione del territorio italiano è quantificata in 29,4 milioni di ettari (72,6 milioni di acri), 10,9 milioni di ettari (26,9 giorni di acri), equivalente al 37,1% del territorio, veniva coltivato annualmente, o in modo permanente. In Italia predominano aziende agricole di piccole dimensioni o individuali, la maggior parte delle quali con appezzamenti di 3 ettari (7,4 acri) o meno. Nel 2001, circa il 5% (1,4 milioni di persone) della popolazione economicamente attiva era impiegata all'interno del settore agricolo.

Nonostante gli sforzi governativi, il settore agricolo ha mostrato una crescita minima nel corso degli ultimi decenni. La produzione di prodotti agricoli si è attestata sui 19,4 miliardi di dollari nel 1987 fino a raggiungere i 20,9 miliardi di dollari nel 2001. L'Italia deve importare quasi metà della carne consumata all'interno della nazione. Il territorio è ottimale per coltivare vegetali e frutti, e questi prodotti agricoli sono infatti quelli principalmente esportati. Nonostante i raccolti (per ettaro) di prodotti come barbabietola da zucchero, pomodori e altre coltivazioni, siano incrementati significativamente, le piantagioni e le produzioni di grano sono diminuite significativamente tra il 1974 e il 1981. Di conseguenza, nonostante l'Italia continua a rimanere uno dei più importanti Paesi produttori di cereali, necessita importare grandi quantità di grano estero. Il Governo controlla la fornitura di grano locale e importazione di grano straniero.

Nel 1999, la coltivazione dei prodotti agricoli più importanti (in migliaia di tonnellate) includeva: barbabietola da zucchero (14.100), grano (7.743), mais ( 9.996), pomodori (7.091), arance (1.994), patate (2.077), mele (2.416), orzo (1.329), e riso (1.362). Nel 1999, l'Italia ha prodotto 9.732.000 tonnellate d'uva da vino, 3.208.000 tonnellate di olive e 649.000 tonnellate di olio d'oliva. Nel 1998, l'Italia possedeva 1.475.000 trattori (terza a livello mondiale) e 50.450 mietitrebbie.