Italia – agricoltura - 2

Nel 1999, il settore agricolo dava da lavorare a solamente il 5,5% della popolazione attiva a livello lavorativo e contribuiva solamente per il 2,5% al prodotto interno lordo nel 2000, con una produzione di circa 36 miliardi di dollari. In ogni caso, in regioni del sud come: Calabria, Basilicata e Molise, oltre il 20% dei lavoratori locali erano impiegati del settore agricolo. Il declino di questo settore, in termini di impiego e di prodotto interno lordo, venne in ogni caso compensato da una produttività sempre più rapida. Il profilo del settore agricolo è in linea con quello delle altre nazioni della parte occidentale dell'Europa e questo a causa degli effetti del Common Agricultural Policy (CAP), stabilito dall'Unione Europea (EU). È impossibile analizzare il settore agricolo italiano senza tenere in considerazione il CAP, dato che si tratta dello standard agricolo per quanto riguarda l'Europa occidentale. La politica dell'Unione Europea assicura sussidi e incentivi in modo da sostenere i prezzi e garantire un certo livello di entrate agli agricoltori. Di conseguenza, i prezzi vengono mantenuti artificialmente, dato che se il settore agricolo venisse completamente liberalizzato, collasserebbe in tutta Europa. Il CAP venne lanciato nella seconda parte del 1950, in modo da migliorare l'efficienza di questo settore e nel corso del 2001 ha generato la maggior parte delle spese dell'Unione Europea, con una cifra stratosferica di 45 miliardi di dollari.

Durante le sue fasi iniziali, il CAP non riscosse grande successo in Italia, dato che i sussidi non coprivano alcuni prodotti mediterranei tradizionali come olive, pomodori, arance e limoni. Quando questi prodotti vennero infine inclusi, emersero gli aspetti più positivi di questa normativa. In primo luogo, forniva il capitale necessario per la meccanizzazione e quindi durante il 1980 l'Italia ebbe una rapida meccanizzazione del settore. In secondo luogo, offriva un incentivo per unire realtà agricole di piccole dimensioni creando delle aziende agricole più grandi rispetto alla media di quel tempo. Attraverso il CAP, l'Unione Europea acquistava i prodotti in eccesso e, come conseguenza, le grandi aziende agricole ne beneficiarono a livello economico. Inoltre, il CAP assicurava che tutti i prodotti agricoli tradizionali italiani venissero protetti rispetto ai rivali di mercato che producevano a prezzi ridotti. In questo senso i commercianti dediti all'esportazione potevano godere di sussidi in modo da potersi permettere la diminuzione dei costi. Sfortunatamente, il CAP favorì solo le aziende agricole del Nord, ma il Governo sta tentando oggi di correggere gli effetti del CAP, offrendo sovvenzioni ed esenzioni fiscali alle piccole aziende agricole del sud.