Una visione d'insieme sull'economia italiana

L'Italia è la nona economia a livello mondiale. La sua struttura economica si basa principalmente sul settore dei servizi e quello manifatturiero. Il settore dei servizi produce circa i tre quarti del prodotto interno lordo e garantisce il 65% dei posti di lavoro a livello nazionale. All'interno del settore dei servizi, i rami più importanti sono le vendite all'ingrosso, le vendite al dettaglio e il settore dei trasporti. L'industria conta per un quarto della produzione totale e per il 30% dell'impiego della forza lavoro totale. Il settore manifatturiero è il sotto-settore più importante all'interno del settore industriale. Il settore manifatturiero nazionale è specializzato in beni di alta qualità e la maggior parte delle imprese sono di piccole o medie dimensioni. Molte di queste sono imprese a conduzione familiare. Il settore agricolo contribuisce per la restante parte del prodotto interno lordo totale e impiega circa il 4% della forza lavoro totale.

La nazione è divisa in due parti ben distinte. La parte altamente sviluppata e industrializzata nel Nord, dove viene prodotto circa il 75% della ricchezza del Paese, e la parte sud meno sviluppata e basata principalmente sull'agricoltura. Come risultato la mancanza di lavoro nel Nord è minore e il guadagno pro capite è più alto rispetto al sud.
L'Italia soffre costantemente di instabilità a livello politico, stagnazione a livello economico e mancanza di riforme strutturali. Prima della crisi finanziaria del 2008, la nazione stava già vivendo un periodo negativo a livello economico. Infatti l'Italia fece segnare una crescita media dell'1,2% tra il 2001 e 2007. La crisi globale innescò un effetto deteriorate sulla già fragile economia italiana. Nel 2009, l'economia soffrì una forte contrazione del 5,5%, la diminuzione più sensibile del prodotto interno lordo fatta segnare in decenni. Da quel momento, l'Italia non ha mostrato un tendenza chiara verso il recupero. Infatti, nel 2012 e 2013 l'economia ha fatto registrare rispettivamente una contrazione del 2,4% e 1,8%.

Nel futuro l'economia italiana dovrà affrontare un'ampia gamma di sfide fondamentali, una di queste riguarda i disoccupati. Il tasso di disoccupazione è aumentato costantemente nel corso degli ultimi sette anni, raggiungendo il 12,5% nel 2013, il livello più alto registrato nei tempi moderni. Il tasso di disoccupazione altissimo evidenzia la debolezza manifestata dal mercato lavorativo italiano e la problematica legata alla crescente competizione a livello globale. Un'altra sfida viene presentata dalla difficile situazione a livello finanziario nel Paese. Nel 2013, l'Italia era la seconda nazione più indebitata tra quelle appartenenti alla zona euro e la quinta a livello globale.