Territorio coltivato

Con il solo 5% del territorio coltivato, l'Italia non può essere autosufficiente per quanto riguarda i prodotti agricoli, nonostante goda di risorse agricole in abbondanza. Nonostante il bilancio negativo del commercio nel settore agricolo, la produttività è elevata, e il clima mediterraneo assicura la disponibilità di un'ampia varietà di prodotti sia per il consumo interno che per l'esportazione nei mercati stranieri. L'Italia è uno dei leader mondiali nella produzione di olio d'oliva ed uno degli esportatori più importanti di riso, pomodori e vino. Bisogna inoltre ricordare che il dramma della BSE (mucca pazza), impose una forte diminuzione del consumo di carne bovina, e portò molti consumatori a spostare i propri acquisti verso prodotti allevati in modo organico.

Il Governo italiano ha sempre difeso strenuamente il settore agricolo nazionale, in particolare al momento di discutere le quote con i partner dell'Unione Europea, e per quanto riguarda la ricerca di sovvenzioni per difendere il settore da un inevitabile declino. I finanziamenti per acquistare macchinari, gli indennizzi agli agricoltori per una produzione eccessiva, e per pagare le multe imposte dall'Unione Europea, vennero costantemente resi disponibili dal Governo. In ogni caso, il Governo italiano non si dimostrò in grado di adattarsi alla riforma più recente del CAP, datata 1997, la quale causò la limitazione delle spese rispetto ai prodotti mediterranei in favore di un incremento della spesa nel settore caseario del Nord Europa.

In aggiunta, il settore agricolo italiano sta soffrendo per i cambiamenti climatici e la pessima gestione dei terreni. Gli agricoltori, proprietari di grandi estensioni nella parte nord dell'Italia, hanno la possibilità di vivere delle vite degne, in particolare se li si paragona alle loro controparti nel sud della nazione. La disparità a livello regionale è dovuta in parte agli effetti del CAP e in parte a causa delle differenze organizzative. Nella parte centrale e nord dell'Italia, dominano le cooperative. Queste cooperative agricole forniscono un supporto globale ai loro membri e questo vale sia a livello sociale che economico, aiutando nella razionalizzazione della produzione e della distribuzione. Nella parte sud della nazione, gli agricoltori non godono di reti distributive e di produzione sulle quali contare, e il fatto di produrre su piccola scala, combinato con il parziale isolamento, limita la possibilità di competere sul mercato.

La carne non è mai stata uno dei prodotti più importanti in Italia, infatti la maggior parte della carne consumata in Italia viene importata da altre nazioni europee, nello specifico dalla Germania e dall'Irlanda. Anche il settore caseario italiano è particolarmente debole, nonostante sia in grado di esportare alcuni formaggi unici come: Parmigiano, mozzarella di Gorgonzola. La frutta viene prodotta quasi esclusivamente al sud, la maggior parte delle arance e limoni provengono dalla Sicilia. Le mele vengono invece coltivate in Trentino Alto Adige. La vera forza del settore agricolo italiano è la produzione di olive, pomodori e vino.